“Una nuova realtà, con le sue verità, zhappherà nel tuo passato.”

C’era una volta un… lei.
Identikit di una zhapphatrice guerriera.
Esistono enunciati che non possono essere messi in discussione, come la soggettività della bellezza. Peccato che Asdrubalemaria Sivvasolli nasce per sovvertirli.
Nata male all’età di 34 anni, di una bruttezza sincera, è il frutto di un felice matrimonio tra un contadino ladino-bergamasco cultore della simbologia antico-germanica, della nobile pratica della cinghia mattanza come rieducazione alle moderne tradizioni familiari, e chiaramente della Pace nel mondo, ed una svedese con i leggings emigrata nel ridente paesino montano di Purgatorio, stufa della tipica arretratezza culturale scandinava.
Infanzia e adolescenza
Cresciuta a pane e badilate gengivali, Asdrubalemaria Sivvasolli cresce robusta e forte, di sani principi. Valori trasmessi ovviamente dal padre notoriamente filo-ghandiano, che le insegna tutto ciò che può trasmettere alla sua unica amata figlia:
- L’antico stile montano-bergamasco del Rutto libero, utilizzato dagli antenati per provocare slavine tali da sotterrare i nemici nelle vallate sottostanti;
- Le più avanzate tecniche nautiche del Nodo Mussoliniano, testati involontariamente su esemplari
viviappesi a testa in giù del loro allevamento di gallina ridens (quanti ottimi brodi la sua infanzia, nel suo diario lo ripete sempre con fogli macchiati di lacrime melanconiche). Le galline non ridono più, ne dà il tristo annuncio il parroco di Paese; - La corsa Cuccuruddu (con una pecora in spalla), originaria della Sardegna ma importata in Svezia nel XIV secolo, riconosciuta dal CONI. Arma di seduzione potente con la quale la madre conquistò il suo compagno di vita a suon di medaglie.
Asdrubalemaria Sivvasolli non si faceva certo intimidire, con il suo carattere da rutilante rabarbaro rastremato apprese tutto in fretta, e con pieni voti. Il problema inspiegabilmente giunse a seguito degli insegnamenti della madre, insegnamenti di stampo democratico e progressista.
Come ti spacco l’idillio.
Io non so perché le preziose lezioni di saggezza popolare di stampo progressista-femminista della madre le ruppero l’equilibrio interno della nostra EROA ormai adolescente, ma sapete… a volte il fato è crudele, decide per noi senza neanche spiegarci il perché. Cosa le insegnò a ‘sta ingrata?
- I leggings gialli attirano le api. Occorre rendersi conto che ella le regalò un’informazione che le salvò la vita chissà quante volte… e questa si ribellò, incredibile quanta indisciplinitudine. Ma si sa, gli ormoni… l’adolescenza…
### E vabbè, le insegnò che la cucina doveva essere sempre limpida, che Asdrubalemaria doveva stare sempre dentro ad essa e pronta a riverire il padre, come si confà ad una moderna donna di casa, secondo gli insegnamenti dell’innovativo modello della Nuova sharing economy casalinga [Steve Jobs, presentazione device: I-man e U-cook], vanto culturale del padre progressista. Ma non credo questa sottigliezza abbia avuto un ruolo nella ribellione. ###
Muta devi stare! (I have a dream – N. Mandela alla moglie)
Ribellione, Fase incipiente del DiPrè-ismo
Nonostante l’incomprensibilità del gesto, Asdrubalemaria Sivvasolli iniziò a ribellarsi ai genitori, ed in poco tempo entrò nella sua Fase incipiente di Dièrè-ismo, intensificando i rapporti con i suoi tossici amici, bravi ragazzi di Purgatorio. Da queste frequentazioni iniziò a rigurgitare parole sessantottine, ricche di profondità e significato che forgiarono la sua maturità. Ne riportiamo alcune dal suo diario:
- Libertà di pensiero!
- Faccioquellochecazzomipare! XD kissini
- Ho stato io co lu trattore
Sviluppò così la propria filosofia e cultura individuale, riuscendo a sganciarsi dalle catene liberal-progressiste del padre, affermando al mondo la propria libertà intellettuale in quanto finalmente rappresentante d’èlite dell’universo femminile.
Espressione della propria unicità attraverso selfie giornalieri con bocca a sfintere di fagiano, sue foto di nudo con versi danteschi in rilievo ed atteggiamenti provocanti mentre era marcia nelle megalomani feste di Purgatorio.
Redenzione, Fuga
Ma un giorno, nel massimo della convinzione di aver raggiunto la propria identità, il proprio massimo livello di espressività, Asdrubalemaria Sivvasolli ebbe un’apparizione. Un dono dal cielo. Mentre dormiva nel suo letto posizionato tra il poster dell’ultimo cantante neomelodico del momento Giggin A’purpett e la foto di massima espressione idealistica del suo grande mentore Fidel Castro (foto sotto), una voce soave si elevò dalla sua camera, che era anche il fienile (decise lei di posizionarsi lì durante la sua adolescenza: ambiente bucolico, ricco di fascino, ma che ne sappiamo noi polentoni di città). Chi era?

Era la Zhappha.
Compagna di mille avventure. Inspiegabilmente pugliese, si elevò nell’aria al grido di Gnurand’ Capruuun!. E le si abbattè in testa. Da quando Asdrubalemaria Sivvasolli rinvenne, non fu più la stessa. Fuggi. Perché capì. La realizzazione vera era un’altra. La strada, la sua strada, era un’altra.
E noi ve la racconteremo.
Una storia terribile, il progresso non avrebbe dovuto permetterla. [La cinta del padre]